quinta-feira, 23 de junho de 2016

I rubini insanguinati di Montepuez



Cambiano i nomi dei luoghi, cambiano i paesaggi, le colline del Kivu e il suo coaltan, la foresta Amazzonica e il suo legname pregiato, il delta del Niger col suo petrolio. Oggi è il Mozambico e le sue pietre preziose.
Lo schema rimane lo stesso: le materie prime servono all’occidente. I governi dei paesi si compromettono con le società svendendo terra, concessioni e diritti a discapito di chi, su quella terra ha vissuto per anni. Le promesse cambiano gli effetti sono gli stessi, la povertà diventa miseria, l’ignoranza si traduce in violenza. Il controllo è passivo perché lo stato è assente in questi territori svenduti in cui la legge c’è ma non vale più. Chi spara vince, chi è furbo intasca le miserie degli altri. Tutti sperano in un colpo di fortuna che immancabilmente non arriva.
Il reporter Estacio Valoy da anni si interessa delle problematiche (tante) di un territorio come il Nord del Mozambico, che, dopo la guerra civile è diventato appetitoso per i bracconieri a caccia dell’avorio degli elefanti, delle società del legno cinesi che sfruttano in modo insostenibile le foreste millenarie. In questa inchiesta, Estacio porta alla luce il problema delle miniere di rubini, che, nel territorio di Montepuez, sono gestite principalmente da Gemfields una società britannica, che affronta con metodi poco etici le centinaia di minatori illegali, che, per trovare i rubini mettono a rischio la loro vita ogni giorno.

I rubini insanguinati di Montepuez
Circa il 40 per cento dei rubini nel mondo provengono da una concessione mineraria nella Provincia di Cabo Delgado in Mozambico.
traduzione e introduzone: Pietro guglielmetti
3 maggio 2016
l’articolo originale ai seguente link

MONTEPUEZ, Mozambico - Mila Kunis incarna il prototipo di donna che Gemfields, il principale fornitore al mondo di rubini, spera di catturare: giovane, sensuale, enigmatica e soprattutto è benestante. La trentaduenne attrice di Hollywood, famosa per i suoi ruoli in Black Swan e Il grande e potente Oz, è la stella del cortometraggio promozionale di Gemfields, dove mette in mostra i gioielli realizzati dai migliori designer delle pietre estratte a Montepuez, la più grande concessione di rubini al mondo, una delle ultime acquisizioni di Gemfields. Situata nel nord del Mozambico, questa concessione mineraria si pensa possa contenere fino al 40 % delle riserve mondiali delle pietre preziose che, fin dall'antichità, sono state associate alla ricchezza e alla nobiltà.
Il video promozionale è un sogno legato alla qualità. I lineamenti delicati della Kunis, ornati con le più preziose e venerate pietre del mondo, galleggiano dentro e fuori dalla cornice in un movimento lento, il colore del suo rossetto è uguale a quello degli orecchini scintillanti, dei bracciali e collane elaborati, le tonalità profonde sono esaltate dal pallore della sua pelle. Per Gemfields, che spende una quota consistente delle sue entrate per portare queste gemme colorate di nuovo al pari con i diamanti, la Kunis è stata un matrimonio perfetto, secondo Ian Harebottle, il CEO di Gemfields. 
Gemfields però ci tiene a differenziare le sue pietre preziose dai diamanti, che nel tempo sono stati sempre più associati a conflitti sanguinosi e guerre. Gemfields vanta che i suoi rubini hanno una provenienza responsabile e sono pietre preziose etiche. La Kunis è infatti una delle modelle di Hollywood più socialmente consapevoli, con cui Gemfields ha trovato una condivisione di valori.
Nelle ultime aste, i rubini di Montepuez sono stati venduti ad un massimo di 689 $ per carato, 10 volte più del prezzo degli smeraldi di Gemfields, in 16 aste hanno guadagnato 276 milioni di dollari. Le iscrizioni alle prossime aste per i rubini di Montepuez sono già esaurite, generando milioni di dollari di entrate per l'azienda: 33,5 milioni di dollari a Singapore nel giugno 2014, più di 122,2 milioni di dollari di fatturato totale da allora. L'imposta e le royalties che pagano al Mozambico vanno invece a gonfiare le casse dello stato africano.
Come sempre quando il valore di mercato delle pietre cresce, aumentano anche le tensioni e le violenze, ormai diventati comuni nei territori intorno alla concessione.
Nei sette anni successivi alla scoperta del deposito di rubini di Montepuez, dove si trova la concessione gestita da Gemfields (che controlla a sua volta il 75 % della proprietà della Montepuez Ruby Mining), la gente del posto è stata costretta ad abbandonare le loro terre; le rapine a mano armata e la violenza sono lievitati e molti speculatori hanno affollato l'area; un numero crescente di piccoli minatori illegali sono stati picchiati e uccisi. Si mormora addirittura che alcuni minatori siano stati sepolti vivi.
Il procuratore generale del paese, Beatriz Buchili, ha fatto un sopralluogo nella zona il 21 aprile per indagare su questi fenomeni di violenza. In una dichiarazione scritta, la società MRM nega categoricamente di essere intervenuta con la violenza per disperdere i minatori illegali o per intimidire la comunità locale.
Il giacimento di rubini è stato scoperto da un agricoltore nel 2009, il Geological Institute of America lo ha definito come il più importante giacimento di rubini scoperto nel XXI° secolo. Le gemme sono di qualità eccezionale, sia per il colore che per la chiarezza. Non c'è da meravigliarsi se questa scoperta ha attirato stranieri e mozambicani, tutti con la stessa volontà di arricchirsi.
Il Generale Raimundo Pachinuapa, attualmente membro del governo del Fronte di Liberazione del Mozambico, Frelimo, ex governatore della provincia di Cabo Delgado, dove si trova appunto Montepuez, si è appropriato del terreno del contadino che ha scoperto il giacimento.
Il generale ha dichiarato di aver regolarmente pagato per comprare il terreno. Ma i membri del Namanhumbir Management Community Committee – un’organizzazione locale che ha il compito di educare i cittadini sulle le problematiche del territorio e delle risorse – descrivono l’acquisizione come un vero e proprio furto di terra. Il contadino in questione, Suleimane Hassane, povero e analfabeta, non poteva contrattare con Pachinuapa e non poteva far valere i suoi diritti di proprietà per fermare l'acquisizione abusiva. Anche la Banca Mondiale ha dichiarato nei suoi rapporti che il diritto alla terra è una questione controversa nelle zone rurali del Mozambico, dove il diritto di proprietà spesso non è chiaro e i funzionari di governo hanno spesso circuito i cittadini male informati per ottenere il loro scopo.
Non molto tempo dopo che Pachinuapa ha acquisito la proprietà, una società chiamata Mwiriti che ha in co-proprietà ha ottenuto una licenza di prospezione sul deposito di rubini. Secondo il registro delle società mozambicane Mwiriti è registrata come un distributore di beni all'ingrosso e al dettaglio, tipo apparecchiature per ufficio, non è di fatto una società per l'esplorazione e l'estrazione mineraria. Nel novembre 2009, la Mwiriti ha chiesto al governo la licenza per esplorare altri 81.000 acri, pari a circa un terzo del giacimento scoperto. L'azienda sostiene di aver acquistato la terra legalmente.
Da Londra, Gemfields ha seguito gli sviluppi delle vicende in Mozambico. La guerra civile durata 16 anni, terminata nel 1992, ha lasciato il posto a una democrazia multipartitica con Frelimo al timone. Nel 2009, il paese ha aderito al protocollo internazionale sulla trasparenza delle industrie estrattive (EITI), un'organizzazione internazionale dedicata a migliorare la trasparenza nel settore estrattivo minerario, rendendo la scoperta del giacimento ancora più attraente per il gigante britannico delle gemme, che già possedeva miniere di smeraldi nel vicino Zambia.
Contemporaneamente Pachinuapa era alla ricerca di un partner estero per sfruttare al meglio il tesoro sotterraneo. Ben collegato al governo mozambicano dai suoi anni di Frelimo e come governatore di Cabo Delgado, Pachinuapa era un uomo capace di muoversi nelle alte sfere. Nel giugno 2011, Gemfields ha raggiunto un accordo con la Mwiriti per formare una nuova joint venture, la Montepuez Ruby Mining (MRM). Gemfields ha acquisito una partecipazione per il controllo del 75 % della nuova società, e Harebottle, si è potuto sedere al tavolo di MRM.
Il febbraio seguente, il governo del Mozambico ha concesso a MRM la licenza di esplorazione sui suoi 81.000 acri in Montepuez per 25 anni. Pachinuapa e il suo partner di Mwiriti, Asghar Fakhralealii, insieme mantengono una quota del 25 % in MRM, e Fakhralealii è nel consiglio di amministrazione dell'azienda. Il figlio di Pachinuapa, Raime è capo degli affari aziendali di MRM. A tutte le domande su Gemfields, il Generale ha risposto che l'intero processo di acquisizione di diritti sulla terra e delle licenze è stata effettuata nel pieno rispetto legislazione del Mozambico.
A differenza di tante altre attività minerarie in Africa, Harebottle ha sempre sostenuto sul sito internet della Gemfields che la sua azienda mira a stabilire nuovi parametri di riferimento per le pratiche sociali e di sicurezza ambientale nel settore delle pietre preziose.
Che cosa realmente è accaduto nel corso degli ultimi tre anni a Montepuez, da quando cioè MRM ha estratto gemme per un valore di più di 100 milioni di dollari, è qualcosa di completamente diverso. Un'indagine durata tre anni effettuata da decine di Reporters con 10 escursioni nella zona mineraria, 50 interviste con i funzionari del governo nelle quattro comunità in cui si trova la concessione di MRM, incontri con i minatori, e un esame di casi giudiziari - ha sollevato una serie di preoccupazioni per la violazione dei diritti umani, la violenza e il diritto alla terra, tutti connessi con le operazioni di Gemfields. Questo ha fatto nascere diversi dubbi circa il suo impegno a raggiungere elevati standard etici.
Proprio come la corsa all'oro americano del 19° secolo il giacimento ha attirato cercatori provenienti da vicino e da lontano, la corsa ai rubini del Mozambico ha portato a un afflusso di minatori artigianali impoveriti, di acquirenti senza licenza, di contrabbandieri, intermediari ombrosi, e bande di ladri - tutti in cerca di ricchezza. Per proteggere la concessione dalla massiccia invasione dei minatori artigianali, MRM inizialmente ha richiesto due corpi di sicurezza governativi - la Polizia di protezione regionale controllata e sostenuta da corpi militari d'elite della nazione e la forza d'intervento rapido (FIR).
La MRM dal canto suo ha circa 109 uomini del proprio personale di sicurezza interna che pattugliano il sito per tutelare la proprietà, in più ha assunto una forza di sicurezza privata chiamata Arkhe Risk Solutions, filiale della sudafricana Omega Risk Solutions, che ha una profonda esperienza nei servizi di protezione per le industrie estrattive. Arkhe Risk Solutions impiega circa 470 agenti di sicurezza assegnati a MRM, il cui compito è quello di proteggere la concessione. I minatori che effettuano scavi illegali vengono arrestati e consegnati alla polizia locale. Gemfields sostiene che il proprio personale è disarmato e che le forze Arkhe hanno solo 12 fucili in dotazione con proiettili di gomma e due pistole in totale.
Lo stato e le società per la sicurezza lavorano a stretto contatto. Gemfields afferma che secondo i termini della licenza, MRM fornisce solo assistenza logistica di base alle forze governative che hanno un mandato specifico per salvaguardare i depositi di rubini fino alla fine della licenza di estrazione, MRM non dirige gli uomini né loro rispondono direttamente alla società.
Dopo gli episodi di violenza dello scorso anno il governo ha sostituito FIR con la Forza di protezione delle risorse naturali e dell'ambiente, un corpo di polizia che solitamente è assegnato a proteggere le terre di proprietà statale dai bracconieri e dai taglialegna illegali.
La paura fra la gente della comunità di Montepuez è stata portata da una banda di malviventi nota come la Nacatanas famosa perché i suoi uomini sono armati di machete. Questi uomini in borghese operano sulle aree di concessione MRM, armati di bastoni e machete quando trovano dei minatori illegali dopo averli malmenati li disperdono nella foresta.
La struttura di questa formazione non è chiara. Gemfields dice di non impiegare né sponsorizzare alcuna forza del genere. Ma la loro presenza alla concessione mineraria è inconfondibile. Vivono nei compound della società insieme alle forze governative e sono stati visti sgombrare una miniera artigianale di fronte a un agente di sicurezza MRM. Le interviste fatte ai minatori, alla polizia locale, ai pubblici ministeri, e ai leader di comunità confermano che i Nacatanas operano con apparente impunità per liberare la concessione MRM di questi minatori illegali.
In un video del Gemological Institute of America si vedono degli scontri i tra uomini in machete in cui vengono sparati anche dei colpi di arma da fuoco tra gli altri si vede un uomo in T-shirt nera e machete, con la scritta "sicurezza", che scaccia minatori fuori dalla concessione MRM.
Alcuni minatori intervistati dicono che a volte le guardie di sicurezza arrivano e per prima cosa sequestrano gli effetti personali il denaro e i telefoni cellulari. A volte devono nascondersi nella boscaglia. Quando invece arrivano con i loro capi li picchiano e a volte sparano. I minatori hanno chiesto di non essere nominati per timore di ripercussioni.
MRM ha girato tutte le domande alla sua società madre. Gemfields dice che sta indagando sugli scontri del video. Conferma di essere a conoscenza del termine Nacatanas, che è usato per descrivere le bande aggressive associate a diversi gruppi di minatori illegali che lavorano nei depositi rubini, non solo su quelle della concessione MRM. Ha poi negato decisamente che lavorino per conto della società. L'affermazione che MRM, o uno dei suoi contractors, stiano sponsorizzando delle forze di sicurezza informali non solo è categoricamente falsa - è assurda e profondamente offensiva - scrive Gemfields in una dichiarazione ufficiale.
Date le dimensioni tentacolari della concessione MRM e la densità della selva, è facile per i minatori artigianali, conosciuti in portoghese come garimpeiros, lavorare senza essere notati. Ma i garimpeiros devono scavare in profondità per trovare i rubini, rimanendo molto tempo in fondo a pozzi profondi e stretti scavati a mano. I Nacatanas non sono gli unici ad attaccare i minatori illegali, anche le forze governative in uniforme, secondo le testimonianze e i documenti del tribunale effettuano questi raid. Di solito, quando le forze di sicurezza si imbattono in queste miniere artigianali, costringono i garimpeiros ad uscire dai pozzi, che poi riempiono con i bulldozer. Ma secondo i testimoni, alcuni garimpeiros sono stati aggrediti, maltrattati e persino uccisi durante le operazioni di espulsione dalla concessione.
Geronimo Potia racconta che il figlio Antonio Geronimo fu ucciso dagli uomini di FIR a Ncoloto - Namanhumbir, una zona mineraria all'interno della concessione MRM. È morto sulla strada mentre si recava all’ospedale da campo. Nessun uomo di MRM né la polizia ha aiutato suo figlio dopo che era stato colpito. Un gruppo di minatori della Tanzania e Somalia hanno raccolto i loro soldi per portarlo in ospedale e per pagare le cure mediche e il trasporto. Quando Antonio è morto lungo il percorso, hanno legato il suo corpo ad una moto e lo ha portato a casa.
Manuel Artur, un minatore di 18 anni, ha avuto un destino simile. Suo padre, Artur Pacore, racconta che alcuni dei suoi compagni avevano visto un ufficiale FIR sparare Manuel che ha strisciato per circa un centinaio di metri prima di svenire. Nemmeno lui è sopravvissuto, è morto sulla strada mentre lo portavano all’ospedale.
Jorge Mamudo, un altro minatore, sostiene che un agente FIR ha sparato un colpo al suo piede destro nella zona mineraria di Ncoloto il 7 luglio 2014. Quando gli uomini FIR sono arrivati, era in un pozzo, gli hanno intimato di uscire. Una volta fuori, un uomo di FIR gli ha sparato direttamente al piede e se ne è andato. Alcuni somali e tanzaniani lo hanno aiutato a raggiungere l'ospedale.
FIR non ha risposto alla richiesta di un’intervista. Mentre Gemfields ha informato che il governo il 22 aprile 2015 ha sostituito FIR, con la Polizia delle risorse naturali, composta da 35 uomini incaricati di proteggere la concessione.
I garimpeiros una volta scoperti sono spesso riluttanti ad uscire dai pozzi per paura di essere colpiti o picchiati dalle forze di sicurezza o costretti a dare tutti i rubini che hanno trovato altrimenti le conseguenze possono essere disastrose.
Abdul, un minatore artigianale di un villaggio vicino alla concessione Montepuez, racconta di essere stato presente quando suo cugino è stato sepolto vivo da un bulldozer di MRM. Abdul, che ha chiesto di essere indicato solo con il suo nome, ha fatto il minatore nella regione per sette anni. Poi, nel mese di agosto 2015, era dentro una miniera con altri due uomini e stavano scavando. Hanno sentito dei rumori, due di loro sono usciti per andare a nascondere i rubini nella boscaglia, a circa 100 metri dalla fossa, lasciando dentro il cugino. Quando sono tornati, hanno visto il bulldozer riempire il buco. Suo cugino era ancora li dentro.
Gemfields ha detto che prima di rispondere a queste accuse vuole controllare nei suoi archivi per capire se il cugino di Abdul è stato sepolto nel crollo di una miniera che aveva scavato, aggiungendo che l’affermazione che MRM seppellisce vivi minatori illegali con le sue macchine di scavo è sia calunniosa che infondata. La sua politica è quella di riempire solamente le miniere artigianali trovate sulla sua concessione. Gemfields ribadisce di seguire un processo rigoroso per garantire che nessuna macchina di MRM abbia mai ucciso un minatore che scava illegalmente, per caso o intenzionalmente.
Le autorità locali affermano invece che non esiste un modo per controllare se i minatori siano intrappolati nelle miniere. Questi tunnel sono profondi e lunghi e non è possibile accertare se si è verificato un decesso, dice Arcanjo Cassia, amministratore del distretto Montepuez. Una commissione sta indagando su queste morti per determinare se siano state causate dal crollo dei tunnel o da macchine che intenzionalmente hanno riempito le miniere artigianali.
I dirigenti della società a Londra sono stati informati degli episodi di violenza e dei problemi di sicurezza presso la loro filiale MRM. In un rapporto del luglio 2015 preparato per Gemfields, l'azienda di consulenza SRK ha scritto che il conflitto con i minatori illegali costituisce uno dei rischi più significativi per MRM legato alle tensioni sociali in cui opera la concessione.
Il numero crescente di garimpeiros nella concessione ha portato ad un picco di violenza. Tra il dicembre 2013 e il dicembre 2014, il distretto ha registrato un grande aumento della criminalità, con una media di un assalto al giorno. Quindici sparatorie mortali si sono verificate nello stesso periodo, tra cui sei omicidi in pieno giorno tra giugno e agosto 2014, mentre i dati per il 2015 non sono ancora disponibili.
Pompilio Xavier Wazamguia, procuratore generale di Montepuez, attribuisce questo aumento della criminalità a tensioni crescenti tra le forze di sicurezza armate incaricate di proteggere i depositi di rubini e i minatori senza licenza. Le nostre forze sono le uniche che usano le armi, non i minatori, ha detto il procuratore generale in un’intervista. Alcuni membri delle forze di sicurezza sono stati processati e condannati.
Il suo ufficio ha elaborato più di 10 casi di omicidio contro agenti di polizia tra gennaio 2013 e gennaio 2015 oltre a 35 a 40 casi di rapine a mano armata fatte da agenti di polizia sorpresi a rubare alla gente del posto e ai minatori. Due poliziotti sono stati condannati per aver tagliato il braccio di un residente.
L'ondata di crimine ha portato ad una grave arretrato nel tribunale distrettuale Montepuez e nella corte provinciale di Pemba, con circa 950 cause pendenti. Il monitoraggio di tali casi è estremamente difficile in una parte remota del paese in cui i fascicoli vengono conservati ancora in archivi cartacei e i tribunali non sono informatizzati, il che rende difficile determinare se le forze private o di governo incaricate di garantire la sicurezza della concessione Montepuez siano responsabili dei decessi segnalati e delle aggressioni. Sei dei nove processi e condanne delle forze di sicurezza implicati in attacchi e omicidi di minatori dal 2012, hanno come imputati uomini delle forze governative.
Gemfields afferma di essere a conoscenza dell’uccisione di due minatori illegali, un mozambicano e un tanzaniano, sulla concessione MRM. Due guardie di sicurezza di Arkhe sono state accusate dell’omicidio.
La guardia di sicurezza di Arkhe Severiano Francisco è stato accusato della morte di Calisto Carlos, ucciso durante uno scontro il 6 luglio 2012, con circa 300 minatori che scavano illegalmente alla concessione MRM. Il giudice del tribunale provinciale di Pemba Dr. Essimela Momade, ha stabilito nel 2013 che gli elementi del caso non erano chiari e ha rilasciato Severiano. Mentre il procuratore generale di Montepuez, Wazamguia sta ancora indagando su quello che è successo e anche Gemfields si è impegnata a indagare su eventuali altri incidenti.
Molti dei casi che coinvolgono i minatori illegali rimangono irrisolti. Secondo i garimpeiros intervistati i membri delle Nacatanas si sono infiltrati anche nelle file dei minatori in modo da scoprire nuove vene della pietra preziosa. Quando vengono trovati i rubini, i minatori sono allontananti con la forza e a volte con conseguenze fatali, ma alcuni degli attacchi e delle uccisioni non vengono ufficialmente segnalati per paura di ritorsioni.
Il fatto che Gemfields neghi di impiegare direttamente o sponsorizzare tramite MRM i Nacatanas è contraddetta dal procuratore generale Montepuez, dai funzionari locali, dagli stessi minatori e anche da parte del personale di sicurezza della società che hanno parlato ai reporter, a condizione di mantenere l'anonimato.
La violenza in Montepuez si intreccia con l'espansione dell’area mineraria del governo che ha forzatamente rimosso dalle loro case gli abitanti locali. Due anni dopo che Gemfields ha acquisito i diritti per la concessione attraverso la joint venture con MRM, gli operatori FIR hanno bruciato circa 300 case nei villaggi di Namucho e Ntoro, nella regione Namanhumbir e scacciato i residenti e i minatori artigianali. Un incendio simile si era verificato nel settembre 2012, il FIR e la Polizia sostengono fosse necessario per ripulire la regione mineraria prima della visita dell'allora presidente Armando Guebuza.
Hanno preso la nostra terra e bruciato le nostre case - ha detto un abitante del villaggio, testimonianze simili sono state ripetute da altri. Ora ci vogliono anche buttare fuori dai nostri villaggi, ci spingono ad abbandonare le nostre tradizioni e andare in posti dove non c'è acqua e la terra non è buona per l'agricoltura. Non ci muoveremo da qui, anche se ci dovessero uccidere. Ali Abdala, un ex residente della comunità Namucho-Ntoro, ha accusato i rappresentanti di MRM di costringere contro la loro volontà i residenti a firmare documenti per consegnare di fatto la terra, promettendo che non avrebbero dovuto spostarsi. Ci hanno mentito - ha detto con amarezza. Perché siamo neri e poveri, l'azienda pensa di poter fare ciò che vuole.
I 2000 membri della forte comunità di Ntsewe in Namanhumbir hanno confermato la versione di Abdala, in cui non è mai stato detto che gli abitanti avrebbero dovuto trasferirsi.
Gemfields, tramite la sua portavoce Olivia Young, sostiene invece che i "nulla osta" delle comunità locali sono stati ottenuti dallo Stato in conformità alla legge del Mozambico. Le case sono state abbattute solo dopo aver emesso il dovuto preavviso e la dovuta cautela è stata presa per garantire che fossero state abbandonate prima. Secondo la Young, le strutture che sono state abbattute erano state costruite illegalmente dai migranti appena arrivati; gli abitanti con legittime rivendicazioni territoriali storiche sono stati registrati per il futuro reinsediamento.
Ma il rapporto commissionato da SRK su Gemfields dipinge un quadro un po’ diverso. Nel rapporto non trova nessuna prova che la società mineraria si sia impegnata in incontri con la comunità Ntsewe né con le altre parti interessate prima dello spostamento forzato dalle loro case e dai loro terreni. La prova del coinvolgimento degli stakeholder completa di tutte le parti interessate è assente.
Alle domande su queste accuse, Gemfields risponde con una dichiarazione scritta del marzo 2015 in cui afferma di aver agito legalmente e che - ampie discussioni con le comunità locali hanno avuto luogo. Solo un villaggio a Ntoro, rischia di essere trasferito con un piano presentato al governo, mentre 95 famiglie hanno raggiunto un "accordo amichevole" per ricevere una compensazione in linea con la normativa vigente in Mozambico. MRM rimane pienamente in regola con le leggi di reinsediamento del Mozambico e lavora a stretto contatto con le autorità e le comunità che possono essere soggette al reinsediamento. L' insinuazione quindi che si tratti di un furto di terra è assurda.
Mentre i dirigenti di Gemfields dichiarano di avere impostato nuovi parametri di riferimento per l'ambiente, la sicurezza e le pratiche sociali nel settore minerario delle gemme, alcuni di coloro che vivono sulla terra che nasconde questi tesori affermano di essere stati privati del loro sostentamento primario, senza che la loro voce sia stata ascoltata. Il rapporto SRK ha osservato che le riunioni del marzo 2014 come parte del processo di rinnovamento per la licenza ambientale di MRM hanno visto la partecipazione principalmente di rappresentanti governativi senza input da parte dei residenti locali. I rappresentanti della comunità dei villaggi non hanno partecipato a questo incontro e quindi i loro problemi e le loro preoccupazioni non sono stati inclusi nel processo di Valutazione di Impatto Ambientale.
L'arrivo dello scorso anno della Forza di protezione delle risorse naturali e dell'ambiente, gestita direttamente dal Ministero del Territorio, dell'Ambiente, e dello sviluppo rurale, per sostituire FIR non ha fatto nulla per arginare la violenza. Wazamguia, il procuratore generale Montepuez, conferma le morti dei minatori sono aumentate, non ha però incolpato direttamente la nuova Forza di sicurezza.
Da gennaio a marzo, abbiamo avuto alcuni decessi. Quattro casi sono attualmente sotto inchiesta, ma non abbiamo prove tangibili che i decessi siano avvenuti sul campo nella zona mineraria. Dalle testimonianze si capisce chiaramente che le persone uccise, non sono state colpite da proiettili vaganti, ma non sappiamo chi siano gli assassini - ha detto Wazamguia.
Né il Ministero del Territorio, dell'Ambiente e dello sviluppo rurale, né il ministero degli Interni, che hanno la responsabilità finale sull’operato della forza di sicurezza, hanno risposto alle domande. Il Ministero delle risorse minerarie ed energetiche ha rifiutato di commentare l’accaduto.
La società e il governo condividono un chiaro interesse reciproco: ridurre al minimo l'estrazione senza licenza e il contrabbando di pietre preziose nella zona di Montepuez. Per il governo significa proteggere le entrate fiscali e proventi in valuta estera; per la società, si tratta di salvaguardare i potenziali profitti.
Gemfields ha riconosciuto la sua stretta collaborazione con il governo. Le forze governative presenti sulla concessione hanno un mandato specifico e compito di salvaguardare ciò che è un bene nazionale fondamentale del Mozambico - afferma in un comunicato stampa.
MRM mantiene un dialogo attivo con le autorità nell'interesse di far rispettare la legge - continua Gemfields, aggiungendo che anche se, secondo i termini della sua licenza, è tenuta a fornire assistenza di base per le forze governative la società non ha alcuna autorità di controllo sul loro operato.
L’aiuto logistico non significa che le forze governative sono dirette da MRM. È errato insinuare o dedurre che qualsiasi assistenza logistica fornita comporta che MRM dirige le forze governative e non può essere ritenuta responsabile delle loro azioni. Tuttavia, siamo turbati da qualsiasi accusa di violenza, e dalle indagini in corso. Stiamo lavorando con gli investigatori verificare l’entità dei fatti.
Gemfields impartisce una formazione sui diritti umani a tutti i suoi addetti alla sicurezza, sia di Arkhe che agli uomini della sicurezza interna MRM, e che nel suo dialogo con tutti i livelli di autorità mozambicane, sottolinea l'importanza dei diritti umani. Il rapporto raccomanda che SRK e MRM sostengano uno standard sui diritti umani sia per la sicurezza governativa sia per le forze private. Si raccomanda inoltre che vengano inclusi nei contratti con le forze di sicurezza dei riferimenti a principi volontari sulla sicurezza e i diritti dell'uomo - le linee guida internazionali stabilite nel 2000 da parte dei governi, aziende e le ONG per guidare le aziende del settore estrattivo nel mantenere la sicurezza sul luogo di lavoro e la sicurezza delle loro operazioni, in accordo con il rispetto dei diritti umani - che sono parte del contratto di Arkhe. SRK ha inoltre proposto il mantenimento di un archivio di realizzazione di queste linee guida. I reporter però nelle cinque visite alla concessione non sono riusciti a trovare alcuna prova che le forze di sicurezza abbiano e utilizzino il protocollo fornito da MRM né di aver rispettato tali raccomandazioni.
La Kunis, dal canto suo, non ha risposto alle ripetute richieste di commento presentate al suo ufficio stampa. Ma in una intervista del 2015 al London's Daily Telegraph, ha detto che credere in un marchio è stato molto importante per lei. È per questo che nel 2013 è stata in Zambia, dove Gemfields possiede delle miniere di smeraldi, per verificare le affermazioni sull’etica della società.
Lo scorso mese di febbraio è scaduto il suo contratto triennale come ambasciatore del marchio Gemfields e l'azienda ha detto che andrà gradualmente eliminando la sua immagine sul suo sito web. Né lei né la società hanno motivato questa separazione.

sexta-feira, 10 de junho de 2016



Os Rubis de sangue de Montepuez

Cerca de uns 40 por cento de rubis no mundo encontram se numa das concessões minerais moçambicanas, cujo modus vivendo ‘é padronizado pela violência e mortes contradizendo o tao propalado “ recurso responsável.”

 Por Estácio Valoi     
Maio 3, 2016

Moçambique-Montepuez. Mila Kunis, encarna exactamente o tipo de mulher, jovem, sensual, enigmática, influente que Gemfields, a líder mundial no fornecimento de pedras raras colorida, Rubis, Esmeraldas deseja como sua embaixadora. A actriz de Hollywood dos seus 32 anos de idade, bem conhecida pelo seu papel interpretado nos filmes Black Swan e Oz the Great e Powerful”, no seu mais recente curto vídeo promocional para Gemfields, onde a estrela de Hollywood, aparece exibir jóias feitas por designers de topo com pedras exploradas em Montepuez, a maior concessão mundial de rubis, uma das últimas aquisições da Gemfields. Localizada a norte de Moçambique, na província de Cabo Delgado-Montepuez, presume-se que a concessão detenha 40% do fornecimento da pedra preciosa mundialmente conhecida, desde a antiguidade associada a riqueza e realeza.

O vídeo promocional é carregado de uma qualidade de algo imaginário. As aparições eloquentes da Kunis, adornada com o que a empresa baseada no Reino Unido descreve como "a pedra mais preciosa e venerada do mundo", quase que num movimento sensual sedutor vai flutuando no ecrã de dentro para fora vice-versa, seus lábios carregados de uma tonalidade forte de batom vermelho condizendo com o brilho dos brincos, pulseiras e colar salientes, cuja sua essência é enaltecida pela sua pela descolorada. Para Gemfields, que gasta uma quantidade substancial da sua receita para trazer pedras preciosas coloridas "de volta para a sua posição de direito, pelo menos, igual aos diamantes", como refere o líder do executivo da Gemfileds, Ian Harebottle em uma entrevista em 2011, Kunis tem sido a combinação perfeita.

Na hecatombe de diferenciar os diamantes das suas pedras preciosas vermelhas, que tornaram visivelmente associadas aos conflitos de sangue, a Gemfields encontrou alguém que “partilhou (os seus) valores do sistema, “conforme diz Harebottle num vídeo promocional sobre o trabalho da Gemfields em Moçambique. 

 Para a empresa, muito está em jogo. Nos recentes leilões, os r\Rubis de Montepuez renderam a empresa 689 USD por quilate, 10 vezes mais que o preço das Esmeraldas da Gemfield que em 16 leiloes apenas conseguiu arrecadar USD 276 milhões. Os leiloes dos Rubis de Montepuez são extremamente concorridos, gerando para a empresa milhões de dólares de lucro: Junho de 2014 em Singapura (2014) foram 33,5 milhões em lucros. Desde então, associando a isto, mais 122,2 milhões encaixados em receitas acumuladas. Os impostos e Direitos Legais pagos a Moçambique, também engrossaram os cofres do Estado.

Mas, com o valor que se torna mais do que evidente no mercado do que tinha ficado mal ficara escondido por baixo da terra avermelhada do norte de Moçambique durante milhões de anos, pois tensões e conflitos violentos, por vezes mortais, tornaram-se comuns em Montepuez.

Faz 7 anos desde que os primeiros depósitos de Rubis foram descobertos em Montepuez no norte de Moçambique, onde a concessão da Gemfields encontra-se localizada sob égide da subsidiária Montepuez Rubi Mining que detém 75 por cento, populações nativas dizem que tem sido forçadas a abandonar suas terras; uma escalada de violência e assaltos à mão armada enquanto especuladores tomaram a área de assalto, e o número de mineiros artesanais que vão sendo brutalmente agredidos, abatidos a tiro vai aumentando. Alguns dizem que os mineiros artesanais têm sido enterrados vivos.

A procuradora geral da República (PGR) Beatriz Buchili, no dia 21 de Abril do corrente ano visitou a Mineradora, áreas de exploração de Montepuez com o intuito de investigar os casos de violência.
Num pronunciamento escrito, a empresa diz: “Gemfields categoricamente refuta qualquer dedução, acções, sanções com recurso ao uso violência. Quer por parte da Montepuez Ruby Mining Ltd assim como os seus agentes, empregados ou contratantes estão envolvidos em actos intimidatórios com recurso a violência contra a comunidade local.”


Ricaços de sangue vermelho
Descoberto por um camponês em 2009,o depósito de Rubis de Montepuez foi tomado de assalto pelo Instituto de Gemologia da América como “ a maior descoberta de Rubis” do século XXI. As gemas são de uma qualidade excepcional, cor e brilho. Então é menos preocupante que o achado tenha atraído estrangeiros e Moçambicanos inclusos, todos conduzidos pelo mesmo desejo: Enriquecer a todo custo.

Um dos indivíduos é o Gen. Raimundo Pachinuapa, membro da Frente de Libertação de Moçambique ou FRELIMO, antigo governador da Província de Cabo Delgado, onde Montepuez fica localizado. Pachinuapa alegou que a terra pertencente aos camponês que inicialmente descobrira os Rubis. O general diz ter pago pelos direitos a terra. Mas os membros do Comité de Gestão comunitária de Namanhumbir – Uma organização local na área de mineração de Rubi a cerca de 155 quilómetros a Este de Montepuez que assiste as comunidades em questões como Direito a Terra e Recursos – diz que o general não pagou. E, descreve o acto de, usurpação de Terra.
Suleimane Hassane é o camponês em questão, pobre e iliterato, não esta a altura de Pachinuapa e não podia estar a par dos seus direitos a terra a confrontar o general de forma a reaver a sua terra, injusto, firmam os membros do comité. O Banco Mundial reconheceu que nas zonas rurais em Moçambique, o direito a terra é um problema de contendas onde os títulos de terra são geralmente menos claros e membros do governo têm se apropriado de forma doentia – cidadãos abalizados na usurpação de terra.

Pouco tempo depois de Pachinuapa ter adquirido a propriedade, a empresa Mwiriti da qual o general é co- proprietário, obteve uma licença para a exploração do depósito de Rubis. De acordo com o BR, a empresa Mwiriti Lda. foi registrada como uma distribuidora de bens a grosso e a retalho, tais como equipamentos de escritório, construção e não para exploração mineira. Em Novembro de 2009, de forma a cobrir os 33.5 mil hectares, ou da recente descoberta dos cerca de 386 m² de depósito de Rubis. A empresa alega ter adquirido a terra legalmente.

Atenta, a partir de Londres, a Gemfields acompanhava o desenrolar dos acontecimentos em Moçambique. 

De Londres, atenta, a Gemfields acompanhava o desenrolar dos acontecimentos em Moçambique. Com o final dos 16 anos de guerra civil estabelecido em 1992, abre caminho para o sistema multipartidário democrático sob leme da FRELIMO. Em 2009, o país aderiu à Iniciativa de Transparência das Indústrias Extractivas (ITIE),uma organização internacional dedicada a melhoria da transparência no sector das indústrias extractivas, tornando a descoberta de rubis muito mais atractiva para o gigante Inglês das pedras preciosas, já detentora das minas de Esmeralda na vizinha Zâmbia.

Ao mesmo tempo, Pachinuapa procurava parceria estrangeira para explorar o recurso no subsolo. Pelos seus anos na FRELIMO, e como governador de Cabo Delgado, bem posicionado no seio do governo Moçambicano, Pachinuapa era um homem que podia puxar os cordelinhos na alta esfera.
Em Junho de 2011, a empresa britânica faz uma “joint venture” com a Mwiriti de Pachinuapa, tornando-se na Montepuez Rubi Mining Company (MRM), onde a Gemfields fica com o controlo da mina adquirindo a participação maioritária de 75% na nova empresa e, Harebottle, como Director executivo da Gemfields presente no corpo Directivo da MRM.

Em Fevereiro de 2012 o governo moçambicano atribui a MRM uma licença de exploração mineira de uma área de cerca de 33.000 hectares em Montepuez durante um período de 25 anos. Pachinuapa e o seu parceiro Asghar Fakhralealii, juntos detêm os 25 por cento das acções e, Fakhralealii permanece no corpo directivo. Raime Pachinuapa, filho do general Pachinuapa é o chefe dos recursos humanos – social da empresa. Contudo, o general em si não ocupa nenhum cargo dentro da MRM deixando todas as questões a cargo da Gemfields a qual afirma que na aquisição da terra, foram seguidos todos os procedimentos legais do direito a terra e licenciamento segundo legislação Moçambicana.
 “Contrariamente a tantos outros empreendimentos na mineração em África, no website da Gemfields, Harebottle promete que empresa vai pautar pelas boas práticas "definir novos padrões ambientais, sociais e de segurança no sector das pedras preciosas coloridas."

O que de facto aconteceu durante os últimos três anos em Montepuez enquanto a MRM escavava mais de 100 milhões de dólares, valor proveniente dos Rubis no subsolo, foi algo completamente diferente do prometido por Harebotlle. Numa investigação para a 100Reporter que durou três anos – incluindo 10 viagens as áreas de mineração, mais de 50 entrevistas com mineiros artesanais nas suas áreas de exploração, autoridades locais, e um exame minucioso de casos judiciais em tribunal revelaram um elevado número de casos preocupantes relacionados com os direitos humanos na região de mineração da MRM, ilustrando que Gemfields e os seus parceiros não têm conseguido definir novos padrões de ética na mineração, seu comprometimento assim como também estão associados ao aumento de casos de graves violações dos direitos humanos, da terra.

Gangs e ladroes
(Foto dos garimpeiros)

Assim como no século XIX na América, a corrida pelo ouro atraiu exploradores próximos ou longínquos, a corrida aos Rubis em Moçambique levou a um fluxo de mineiros artesanais pobres, compradores não licenciados contrabandistas, pessoas de idade mediana, de conduta duvidosa e gangs de ladrões-todos na procura de explorar o Rubi do rico solo vermelho. Para proteger a considerável concessão da mineração artesanal, inicialmente a MRM contou com duas forças de segurança governamentais- Polícia regional de protecção, apoiada pela unidade de elite militar - Força de Intervenção Rápida (FIR).

Juntando a estas forças, a MRM alberga cerca de 109 homens da sua segurança interna patrulhando e assegurando a propriedade da empresa. Também contractou a Arkhe Risk Solution a força de segurança privada, subsidiária da firma sul-africana Omega Risk Solutions com uma larga experiência nos serviços de protecção da indústria extractiva. A Arkhe Risk Solution emprega aproximadamente 470 homens destacados para proteger a MRM, incumbidas de guarnecer a concessão, prender mineradores ilegais e entrega-los a polícia. A Gemfileds disse que os seus guardas internos estão desarmados e que os seguranças da Arkhe têm apenas 12 espingardas fornecidas e usam bala de borracha e duas pistolas, o que significa que 3 por cento das suas forças são portadoras de armas de fogo.

As forças governamentais e privadas trabalham em conjunto. Sob o termo de comprometimento, a MRM providencia a assistência logística as forças governamentais incluindo acomodação, segundo o declarado por escrito por parte da Gemfields. Enquanto as forças governamentais têm um mandato específico de guarnecer os depósitos de Rubis de Moçambique, quer dentro e fora das concessões da empresa, não estão sob o comando da MRM e muito menos prestam contas a empresa. Disse a Gemfields.
Enquanto a violência aumenta em Montepuez, no ano transacto o governo substituiu a FIR com a Força de Protecção Ambiental e de Recursos Naturais, a polícia é geralmente consignada para proteger terras pertencentes ao estado, da floresta, fauna bravia ao contrabando de madeira. 

O que tem coberto de medo as comunidades de Montepuez através das assombrações dos gangs de malfeitores localmente conhecidos de “Nacatanas,” munidos de catatanas.  

Segundo testemunhas oculares de residentes comunitários e mineradores artesanais ilegais, os Nacatanas, homens a paisana, operam nas áreas de concessão da MRM, infiltrando-se nas áreas dos mineradores artesanais munidos de bengalas feitas de pau – preto e catanas, infringindo golpes aos mineiros, perseguidos pela mata adentro. O seu comando estrutural é incerto. A Gemfields afirma que nenhum dos seus funcionários ou seguranças andam munidos de catanas. Mas a presença destes na concessão mineira da empresa é irrefutável. O Jornalista os viu residindo nas casas da empresa juntamente com as forças governamentais nas instalações da MRM assim como viu os dispersar os mineradores artesanais perante ordens de um oficial da segurança da MRM. Em entrevista com mineradores, polícia local, procuradores e líderes comunitários, afirmar que os nacatanas fazem patrulhas na concessão da MRM nas áreas destes mineradores de pequena escala. Num vídeo produzido pelo Instituto Gemológico Americano ilustra disparos sendo feitos num confronto declarado, por homens de catanas e bastões nos tuneis escavados onde um deles estava trajado de uma camisete de cor preta com a palavra “Segurança,” perseguindo mineiros para fora da concessão da MRM.
"As vezes os guardas de segurança vêm apenas para extorquir os nossos bens, incluindo dinheiro e telefones celulares. Às vezes temos de nos esconder no mato. Mas quando eles vêm com os chefes, pessoas brancas, somos sempre espancados e às vezes baleados ",disse um mineiro artesanal que pedi-o que não fosse identificado por temer represálias. Outros mineiros, também fizeram declarações similares.

A MRM remeteu todas as perguntas a sua empresa sócia. Gemfields disse estar a investigar a razão do tiroteio no vídeo da GIA. No entanto, veementemente a Gemfields nega que os Nacatanas trabalham para a empresa, mas disse estar a par do termo Nacatanas, e entende que o mesmo é usado para descrever gangs agressivas associadas aa diferentes grupos de mineiros artesanais que operam nos depósitos de Rubis, não apenas naqueles na concessão da MRM. 
 “As alegacões Segundo as quais a MRM ou qualquer um dos seus contratados apoia os seguranças informais denominados de Nacatanas, armados de catanas não são apenas categoricamente infundadas mas também absurdas e profundamente ofensivas.” Disse a Gemfields num pronunciamento escrito.

Dado a densidade da mata e a dimensão da concessão da MRM, facilmente os mineiros artesanais, conhecidos por garimpeiros operam sem dar nas vistas. Mas para encontrar o Rubi, os garimpeiros têm de fazer covas profundas, deixando vulneráveis profundidades adentro ao longo dos túneis estreitos quando são descobertos.
Segundo testemunhas e relatórios em tribunal os Nacatanas não são os únicos que atacam os garimpeiros, as forças governamentais uniformizadas também os fazem. Geralmente quando as forças de segurança deparam-se com esses mineradores artesanais, a retirada dos garimpeiros da cova a superfície é compulsiva e, por vezes recorrem aos Bulldozers para fechar os túneis. Mas de acordo com testemunhas, os garimpeiros têm sido agredidos, abusados e por vezes mortos durante essas expulsões.

"Meu filho António Gerónimo foi morto a tiro pelos homens da FIR em Ncoloto-Namanhumbir” Disse Gerónimo Potia fazendo referencia a área mineira dentro da concessão da MRM em Cabo Delgado. "Ele morreu a caminho do hospital rural.”
O pai de António disse que após o filho ter sido baleado no mês de Abril do ano transacto ninguém da MRM ou da Polícia se dignou a ajuda-lo.
Um grupo de exploradores Tanzanianos e Somalianos juntaram algum dinheiro para leva-lo ao hospital, pagar pelo transporte e assistência médica. António morreu a caminho do hospital, eles amarraram seu corpo sobre mota e levaram o corpo para casa para o funeral.
Manuel Artur, um garimpeiro dos seus 18 anos de idade teve o mesmo destino. Seu pai Artur Pacore disse que alguns dos colegas do seu filho viram um segurança da FIR disparar sobre Manuel no abdómen. “ Ele arrastou-se a uma distância de 100 metros mas não sobreviveu. Morreu a caminho do hospital de Namanhumbir. Disse Pacore.

Jorge Mamudo, um mineiro artesanal, disse que no dia 7 de Julho de 2014 foi baleado em sua perna direita por um membro da FIR, em Ncoloto dentro da área da concessão da MRM. "Quando os homens da FIR chegaram eu estava num buraco. Eles disseram-nos para sair da cova. Levei cerca de cinco minutos e quando eu saí, um membro da FIR disparou a queima-roupa um tiro no meu pé e foi embora. Alguns Somalianos e Tanzanianos ajudaram-me ", disse ele.
A FIR, solicitada pela nossa reportagem não aceitou dar entrevista. A Gemfields disse que no dia 22 de Abril de 2015 o governo Moçambicano substituiu a FIR pela Força de Protecção de Recursos Naturais e Meio Ambiente composta por 35 elementos mandatados para proteger a riqueza natural moçambicana, operando em volta da concessão ou sob égide da empresa  

No entanto, os mineiros disseram que geralmente com o medo de serem espancados ou baleados pelos agentes da segurança ou de terem de entregar aos seguranças o rubi encontrado, não saem dos tuneis. As consequências são desastrosas.  

Abdul, um mineiro artesanal da aldeia Muaja próxima de Montepuez, disse que também esteve presente quando o seu primo foi enterrado pelo que ele descreve ser uma escavadora da MRM. "Três de nós estávamos dentro de um buraco com 3 a 4 metros de profundidade. Dois de nós saímos para esconder os rubis no mato, cerca de 100 metros de distância da cova, deixando para atrás o meu primo. Quando voltamos, vimos um buldózer fechando a cova com areia. Meu primo ainda permanecia lá dentro. "
Em resposta escrita sobre o nosso questionamento, a Gemfields disse que iria verificar nos seus relatórios para apurar se o primo do Abdul tinha sido soterrado no deslizamento de terra da mina que ele tinha escavado. “ As alegacões segundo as quais a MRM enterra vivos os mineradores ilegais com recurso as suas máquinas escavadoras sobre as suas escavações enquanto estes permanecem dentro daquelas, não são solidas.”

Enquanto a sua política é de fechar e retirar os mineradores artesanais da concessão da MRM, Gemfileds disse que pauta por um processo rígido para assegurar que nenhuma máquina da MRM alguma vez tenha morto um mineiro ilegal em plena escavação quer por acidente ou intencional.
As autoridades locais dizem não haver forma de verificar se os mineradores estão encurralados nas covas. “A dimensão dos tuneis é profunda e longa, não podemos afirmar que nenhuma morte tenha ocorrido” disse Arcanjo Cassia Administrador de Montepuez. Um comité encontra-se a investigar no terreno a as mortes para determinar se foram causados pelo colapso dos túneis ou pelas máquinas que são conduzidas sobre as minas para fechar as minas artesanais. Enfatizou Cassia.

Os responsáveis pela mineradora em Londres foram informados sobre o nível de violência e os problemas de segurança na sua subsidiária, MRM. Num relatório de Julho de 2015, elaborado pela firma SRK consulting a mando e para Gemfields, a firma britânica escreve “O conflito com os mineiros ilegais constitui um dos riscos mais significativos na MRM... Relativamente a questões sociais.” Na verdade, o aumento do número de garimpeiros em torno da concessão MRM levou a confrontos cada vez mais violentos com as forças de segurança.

Segundo Cassia, o aumento do número de garimpeiros dentro e em torno da concessão deveu-se ao aumento generalizado da violência. Entre Dezembro de 2013 e 2014, o distrito registou o seu maior índice de criminalidade jamais visto com média de um assalto por dia. Quinze boleamentos mortais tiveram lugar no mesmo período, incluindo seis assassinatos ocorridos durante o dia entre Junho e Agosto de 2014. Os registos de 2015 ainda não foram apurados.
O procurador de Montepuez Pompílio Xavier Uazanguiua, atribui a maioria dos crimes a crescente tensão entre as forças de segurança armadas destacadas para a protecção dos depósitos de Rubis e os mineradores não licenciados na exploração das gemas. “As nossas forças são as que usam armas de fogo e não os mineiros,” Disse o procurador numa entrevista a nossa reportagem.” Alguns elementos da segurança foram julgados e condenados.”

Entre Janeiro de 2013 e Janeiro de 2015, a procuradoria de Montepuez processou mais de 10 casos contra elementos da polícia, mais 35 a 40 casos relacionados com assaltos a mão armada alegadamente protagonizados por elementos da polícia que roubavam as pessoas locais e mineiros. Num outro caso, dois elementos da polícia foram condenados por roubo a uma residência com recurso a arma de fogo. Disse Uazanguiua, procurador de Montepuez.
No tribunal distrital de Montepuez, com o agudizar de crimes, deu lugar a acumulação de cerca de 950 casos por julgar, assim como no tribunal provincial de Pemba. Numa zona remota do país como esta onde os registos são arquivados em papel, onde os tribunais não estão informatizados, é extremamente difícil seguir estes casos, tornado ainda mais árdua a tarefa de determinar até que ponto a segurança privada ou as forças governamentais estão incumbidas de proteger a concessão da Montepuez Ruby Mining são responsabilizadas pelas mortes e assaltos reportados. Dos nove casos julgados e condenações relacionados a ataques e assassinatos envolvendo elementos da segurança na região de mineração de Rubis desde 2012, as forças de segurança governamentais, até aqui, estão implicadas em seis casos.

A Gemfields disse que esta ciente do tiroteio protagonizado pela FIR que resultou na morte de dois mineiros ilegais, um Moçambicano e outro Tanzaniano que teve como palco a área da concessão da MRM, assim como dois elementos da segurança privada Arkhe foram acusados de violência incluindo uma morte. Disse o porta-voz da Gemfields.
Severiano Francisco segurança da Arkhe foi julgado pelo boleamento mortífero de Calisto Carlos durante confrontações contra cerca de 300 mineiros ilegalmente envolvidos na escavação ilegal de Rubis na concessão da MRM no dia 6 de Julho de 2012. Dr.ͣ Essimela Momade do tribunal provincial em Pemba, com base em evidências relacionas com o caso apresentado em 2013 concluiu que as mesmas eram inconclusivas culminando na soltura de Severiano sob residência fixa. O procurador-geral de Montepuez cujo seu tribunal compilou o caso disse estar a investigar para saber o que aconteceu para que o réu fosse absolvido.

Gemfield comprometeu-se a investigar outros casos.

Muitos dos casos graves envolvendo mineradores artesanais continuam por ser investigados. Segundo garimpeiros entrevistados neste artigo, elementos dos Nacatanas infiltraram-se nas fileiras dos mineiros para descobrir o caminho de pedras preciosas.
Quando os Rubis são encontrados, os mineiros são retirados a força, por vezes com graves consequências, mas alguns dos ataques e matanças nunca são oficialmente reportados por medo de uma retaliação, disse Uazamguiua, o Procurador-geral de Montepuez.
Gemfields nega que os Natacanas sejam empregados ou patrocinados pela MRM, sendo contrariado pelo Procurador-Geral de Montepuz, autoridades locais, mineiros e até mesmo o segurança pessoal da empresa que falou com este repórter na condição de se manter no anonimato por medo da sua segurança.

Não iremos sair, mesmo que eles nos matem aqui
 
A violência em Montepuez interveio na expansão do governo na área da expansão industrial onde se tem visto moradores sendo forçadamente expulsos das suas casas. A 15 de Setembro de 2014, mais de dois anos depois de a Gemfields ter adquirido direitos de concessão através de uma conversa com a MRM, a operação da FIR queimou cerca de 300 casas no mercado da vila de Namucho e Ntoro, em Namanhumbir região de Montepuez, e espancaram os residentes, de acordo com a entrevista com o chefe da vila, residentes locais e mineiros artesanais. Uma queimada semelhante ocorreu em Setembro de 2012, onde a FIR e a Policia de protecção alegaram ter sido necessário limpar a área de mineração antes da visita do Ex-Presidente Armado Guebuza.
 “Eles levaram as nossas terras e queimaram as nossas casas”, disse um morador, cujo testemunho foi repetido por outros.
 “Eles levaram as nossas terras e queimaram as nossas casas”, disse um morador, cujo testemunho foi repetido por outros. “ E agora eles também nos querem fora de nossas vilas, para abandonar as nossas tradições e nos mudarmos para um lugar onde não tem água e a terra não é propícia para a agricultura. Nós não vamos sair, mesmo que nos matem aqui”.
Ali Abdala, antigo residente da vila de Naucho-Ntoro comunidade de Montepuez, acusou os representantes da MRM de forçar residente a assinar documentos concordando em entregar as suas terras com a promessa de que não teriam que se mudar. “ Eles nos mentiram”, disse Abdala amargamente.” Porque somos pretos e pobres, a empresa pensa que podem fazer aquilo que lhes bem entender”.


Membros dos 2,000- forte comunidade de Ntsewe em Namanhumbir confirmaram que Abdala alegou que as pessoas nunca foram informadas que precisavam de se mudar.
Gemfields disse que a “libração” das comunidades locais foram realizadas longe das forças estaduais e de acordo com as leis de Moçambique. Estruturas só foram apuradas apenas “após a devida notificação ter sido divulgada, e o devido cuidado foi tomado para garantir que eles estivessem vazios e que tivessem abandonados antes da liberação,” disse Olivia Young a porta-voz em Londres para a Gemfields, por email ano passado. De acordo com a Young, as estruturas destruídas foram construídas de forma ilegal pelos imigrantes recém-chegados; esses habitantes com terras históricas legitimas foram registrados para o reassentamento, que ainda esta por ocorrer.
Mas a SRK em relatório encomendado pela Gemfields pinta um quadro um pouco diferente. O repórter disse que poderia encontrar provas da mineradora se engajar em discussões abrangentes com a comunidade de Ntsewe e outras partes afectadas no que diz respeito a remove-los de suas casas e terras. “Evidências do envolvimento das partes interessadas de todas as partes afectadas estão ausentes” leu o repórter.
Perguntada por estas alegacões, a Gemfiels disse em uma declaração por escrito em Março que ágio legalmente e que “discussões intensas” com a comunidade local ocorreu. Apenas uma vila, Ntoro, tem a sorte de serem realocados no âmbito de um plano apresentado pelo governo, enquant0 95 famílias conseguiram um “ acordo amigável” para que pudessem receber uma recompensação em conformidade com a legislação Moçambicana, disse a Gemfields.
 “ A MRM permanece totalmente de acordo com as leis de reassentamento em Moçambique e trabalha em estreita colaboração com as autoridades e comunidades que podem ser afectadas pelo reassentamento. Portanto a insinuação de que isto seja “uma apropriação de terras” é absurda, disse a empresa em sua declaração.
Enquanto a Gemfields faz o seu marketing como criador de “ novos padrões de segurança ambiental e práticas sociais na indústria de mineração da pedra colorida”, alguns daqueles cujo moram em suas terras com tesouros no subsolo, disseram que foram despidos do seu meio de subsistência sem que as suas vozes fossem ouvidas. O relatório da SRK ilustra que encontros que tiveram lugar em Março de 2014, como parte do processo de renovação para a licença ambiental da MRM, tiveram principalmente a participação do governo, e os pontos de vista dos residentes locais não foram tomados em consideração. “Representantes das comunidades vizinhas não participaram nesta reunião e portanto as suas questões e preocupações não foram incluídas no processo de “Avaliação do Impacto Ambiental” conclui-o a SRK em seu relatório. 
Com a chegada das Forcas de Protecção de Recursos Naturais e Ambientais no ano passado sob tutela do Ministério da Terra, Ambiente e Desenvolvimento Rural em substituição, nada foi feito quanto a crescente violência. O Procurador-Geral de Montepuez disse que o número de mortes de mineiros aumentou, mas ele não culpa directamente as novas forças.
 “De Janeiro a Março, tivemos algumas mortes ligadas aos recém-chegados. Quatro casos estão sob investigação, e nós temos fotografias ilustrando pessoas mortas encontradas na área de mineração. Testemunhas claramente disseram que pessoas foram mortas e elas não foram mortas por balas perdidas. Não sabemos quem eram os atiradores,” disse Uazamguiua.
Nem Celso Correia,  Ministro  da Terra, Ambiente  e Desenvolvimento Rural, que tem esta Forca sob sua  responsabilidade  respondeu a questões submetidas via por correio eletrónico ou por telefone. Muito menos  Ministério de Recursos Minerais e Energia não quis comentar.
Interesses Comuns
Foto militares ou forcas
Claramente que a empresa e o governo têm interesses comuns, reduzirem a mineração não licenciada e o contrabando de pedras preciosas na área de Montepuez. Para o Governo, significa proteger as receitas fiscais e ganhos em moedas estrangeiras; para a empresa, significa a salvaguarda de potenciais lucros. Este repórter observou que tanto o Governo como a Forca de Segurança Privada mora e trabalha na propriedade da MRM e na área de mineração. 
Gemfields esta ciente da sua estreita cooperação com o governo. “As Forças Governamentais presentes na concessão de um mandato específico remete para salvaguardar o que é um bem nacional de Moçambique,” disse em escrito respondendo as perguntas feitas.
 “A MRM mantem um diálogo aberto com as autoridades no interesse de manter a lei,” disse Gemsfields, adicionando que sobre os termos da sua licença, é obrigado a prestar assistência básica as Forças Governamentais, incluindo ajuda-los a se acomodarem. Mas disse que a companhia não tem autoridade sobre eles e que as Forças Governamentais não operam em seu nome.
 “ Essa assistência não significa que as Forças Governamentais sejam de algum modo dirigidas pela MRM, ou de certa forma responsável a MRM. Insinuar ou inferir que qualquer assistência logística fornecida signifique que a MRM dirige as Forças Governamentais é, completamente falso. Disse a Gemfields
 “ A Gemfields não possui nenhuma autoridade sobre as Forças Governamentais, e não poderá ser responsável pelas suas acções. Contudo certamente estamos Preocupados com os actos ou alegacão de violência e com certeza investigamos tal questão. Estamos a trabalhar com uma terceira parte de investigadores” Enfatizou a empresa.
Gemsfields disse que condiciona a formação em Direitos Humanos para todos os seus seguranças, quer da Arkhe assim como da segurança interna da MRM e que no diálogo envolvendo todos os níveis das autoridades Moçambicanas, focalizou a importância dos Direitos Humanos. A SRK, em seu relatório recomenda que o Governo e as Forças Privadas mantenham os padrões de Direitos Humanos. Recomendam também que nos seus contractos sejam inclusos os “Princípios Voluntários sobre segurança e Direitos Humanos” – directrizes internacionais estabelecidas pelo Governo, Empresas e ONG’s para orientar as empresas do sector extractivo na manutenção da sua segurança e das suas operações respeitando os Direitos Humanos – o que a Gemsfields disse ser parte do contrato com a Arkhe. A SRK também propôs que se mantivesse um registro de aplicação dessas directrizes. Em cinco vistas efectuadas ao local pelo jornalista, este não encontrou evidências que sustentassem a implementação das recomendações feitas a MRM.
Kunis, a actriz destacada no vídeo promocional da Gemsfields, não respondeu as nossas sucessivas perguntas, não comentou sobre o assunto apresentado submetido a seu representante de relações públicas. Mas em uma entrevista de 2015 com a Daily Telegraph, Kunis disse que “ para ela era muito importante acreditar na marca.” Foi por esta razão que em 2013 ela viajou a Zâmbia, para as minas de Esmeraldas da Gemsfields, para pessoalmente verificar as práticas éticas referenciadas pela empresa.
No mês de Fevereiro último, o seu contacto de três anos como embaixadora da marca Gemsfields expirou, e a empresa infirmou que sua imagem seria retirada da Website da empresa aos poucos. Contudo, nem a empresa, muito menos a Mila Kunis se dignaram a dizer quais as razoes por de trás deste processo.

Eustácio Valoi é um jornalista de investigação Moçambicano. A investigação teve o apoio do Fundo de Jornalismo Investigativo e publicado por Foreign Policy e 100Reporters.